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Nyumba ya watoto

Il progetto a Ukunda comprende tre complessi di case-famiglia che accolgono minori provenienti da contesti di grave disagio, garantendo loro alloggio, istruzione, cure mediche e supporto affettivo ed educativo. Le attività sono svolte in collaborazione con i servizi sociali locali e mirano al pieno rispetto dei diritti dell’infanzia, con percorsi di reinserimento familiare ove possibile e sostegno allo studio anche dopo la maggiore età.

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Il progetto

A Ukunda, nella contea di Kwale, a circa 40 km da Mombasa, sono stati realizzati nell’arco di sette anni ben tre gruppi di case-famiglia destinati all’accoglienza di bambini e adolescenti provenienti da contesti familiari caratterizzati da grave disagio. Ogni gruppo ospita dai 40 ai 60 minori suddivisi distribuiti diversi edifici.

La Fondazione sostiene le spese per i bisogni degli accolti: alloggio, utenze, vitto, spese sanitarie e scolastiche, tempo libero.

Alcuni dei minori accolti si trovano in una condizione temporanea di “affido” e, laddove possibile, sono previsti brevi rientri settimanali concordati tra il servizio e le famiglie d’origine.

In ogni casa è sono presenti una o due “mama” (housemother), figure adulte di riferimento che offrono non solo cure materiali, ma anche sostegno educativo e affettivo, ricreando un ambiente familiare stabile e sicuro per i minori.

Al programma è stato aggiunto anche un progetto agricolo: gli orti (“shamba”) vengono curati direttamente dai bambini nel tempo libero dalla scuola, e il raccolto viene condiviso tra tutte le strutture delle case-famiglia e utilizzato per la preparazione dei pasti.

Nel nostro staff sono presenti due Social Worker che si occupano della gestione della presa in carico dei minori.

Nel 2016 è stato acquistato un autobus per permettere ai minori accolti di raggiungere la saint Joseph Primary School.

Nyumba ya Watoto 1

Il primo complesso di case-famiglia, inaugurato nel 2008, era composto da cinque edifici residenziali oltre agli spazi dedicati agli uffici e alla logistica. Inizialmente accolse 40 bambini, ciascuno ospitato in una casa con la presenza costante di una mama.

Ogni edificio includeva due ampie camere da letto per gli otto bambini di età mista, due stanze per le housemother, una grande zona giorno con cucina, sala da pranzo, soggiorno e sala studio. Ogni casa disponeva inoltre di un patio esterno, acqua corrente, elettricità e servizi igienici.

A partire dal 2024, questo complesso è stato riconvertito in un’attività turistica a carattere commerciale, destinata all’autofinanziamento dei progetti sociali della Fondazione. Questa trasformazione è avvenuta su richiesta del governo locale, che ha invitato tutte le ONG operanti in Kenya a dotarsi di fonti di sostentamento autonome.

È importante sottolineare che tutti i proventi dell’attività vengono reinvestiti nelle case-famiglia e nelle attività educative e di protezione per i minori.

La decisione è stata resa possibile anche grazie alla progressiva riduzione del numero di bambini accolti: da un lato, sono diminuiti i casi segnalati dalle autorità; dall’altro, molti beneficiari sono oggi diventati grandi, hanno concluso il loro percorso educativo nelle case-famiglia e stanno proseguendo la loro vita al college, all’università o nel mondo del lavoro.

Nyumba ya watoto 2

Di fronte al complesso numero 1, è stato inaugurato nel 2011 il secondo gruppo di case-famiglia, caratterizzato da un’originale architettura a capanna. Oltre agli edifici per l’accoglienza dei minori, è stata realizzata anche una grande Community Hall, locale polifunzionale dove possono essere organizzate attività di gruppo. A costruzione ultimata, sono stati messi a disposizione ulteriori 36 posti.

Nyumba ya watoto 3

Alla fine del 2015 viene inaugurato il terzo gruppo di case-famiglia che rende disponibili 60 nuovi posti, comprensivo di una piccola “fattoria” e di un grande orto dove i ragazzi possono svolgere attività agricole ed educative. Nel terreno destinato alla coltivazione degli ortaggi sono stati seminati granoturco, spinaci, pomodori, cipolle, carote, e okra.

L’inaugurazione ha segnato un momento significativo per l’organizzazione. Alla cerimonia, con la partecipazione di dipendenti della Parc Hotels Italia e rappresentanti del Governo keniano, sono stati celebrati il lavoro svolto e il ricordo del fondatore. È stato anche inaugurato un campo da calcio donato in memoria di Silo Conforto, marito di una nostra donatrice.

Gli obbiettivi

Le case-famiglia nascono con l’obiettivo di garantire ai minori il pieno rispetto dei loro diritti, così come sanciti dalla normativa nazionale e internazionale, basati su tre principi fondamentali: protezione, assistenza e partecipazione.

A ogni bambino accolto viene assicurato il diritto all’identità, all’istruzione, all’espressione della propria opinione, all’affetto familiare e alla protezione da qualsiasi forma di abuso. In particolare, si garantiscono:

  • Il diritto alla salute, coprendo le spese mediche e pediatriche necessarie;

  • Il diritto all’istruzione, curando l’iscrizione alla scuola primaria e secondaria e sostenendone la frequenza tramite borse di studio e fornitura del materiale scolastico;

  • Il diritto al tempo libero e al gioco, attraverso la realizzazione di spazi come la Community Hall e un campo sportivo, e l’organizzazione di attività culturali, artistiche, ludiche e sportive;

  • Il diritto a mantenere rapporti con entrambi i genitori, salvo situazioni dannose e sempre in accordo con le valutazioni delle autorità locali, nell’interesse primario del minore.

Laddove possibile, si promuove il reinserimento familiare, offrendo alle famiglie un supporto materiale per renderlo sostenibile.

Il sostegno ai giovani prosegue anche dopo il compimento della maggiore età, per garantire il diritto allo studio a chi desidera proseguire la propria formazione al college o all’università. La Fondazione finanzia le rette scolastiche (fees), insieme alle spese di alloggio e soggiorno, spesso troppo onerose per la popolazione locale.

I soggetti

I beneficiari del servizio, attivo dal 2008, sono stati oltre 200 minori accolti nelle case-famiglia.

Tra questi, anche giovani neo-maggiorenni che, una volta usciti dal sistema di accoglienza, scelgono di proseguire gli studi iscrivendosi al college o all’università.

In modo indiretto, beneficiamo anche le loro famiglie di origine, che accolgono nuovamente i ragazzi durante i periodi di rientro concordati con le autorità. A queste famiglie offriamo supporto attraverso sussidi materiali per garantire il sostentamento del nucleo familiare e dei minori.

I Partner

Collaboriamo con le autorità locali, tra cui il Children’s Office (i servizi sociali locali), deputati alla segnalazione dei casi, e con i funzionari pubblici del Committee deputato al controllo dell’adeguatezza del servizio offerto. Inoltre, abbiamo una stretta collaborazione con la Saint Joseph Catholic Church, che gestisce la scuola primaria frequentata dai minori delle nostre case-famiglia.

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